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Erica

Cos’è l’osteoporosi primaria

Set 17, 2021 | Osteoporosi 360° | 0 commenti

L’osteoporosi è una malattia degenerativa del sistema scheletrico sempre più diffusa e rilevante al giorno d’oggi. 
Più di 5 milioni di persone in Italia ne soffrono e l’80% di queste sono donne. 

I fattori che possono influire sull’insorgere di questa patologia sono diversi e molteplici, per questo l’osteoporosi è considerata una malattia multifattoriale.
Sulla base delle cause che portano alla fragilità ossea si distingue tra due tipi di osteoporosi: primaria e secondaria

L’osteoporosi primaria è la forma più diffusa della patologia, scopriamo allora insieme in questo articolo a cosa è dovuta e come viene diagnosticata e trattata.

Prima di tutto… Cos’è l’osteoporosi e perchè viene

L’osteoporosi è una malattia sistemica che colpisce lo scheletro rendendo le ossa fragili e incapaci di resistere ad urti, anche di lieve entità.

L’osteoporosi insorge per disequilibri nel turnover osseo, sai di cosa sto parlando? 

cos'è l'osteoporosi
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Le nostre ossa sono tessuto vivente costantemente sottoposto a un cosiddetto “ciclo di rimodellamento”.
In questo turnover sono coinvolte due famiglie di cellule: gli osteoblasti e gli osteoclasti.
Le prime si occupano di costruire nuovo tessuto in sostituzione di quello vecchio che viene invece distrutto dalla seconda famiglia di cellule.
In questo modo le ossa possono mantenersi sane e forti e continuare a svolgere la propria funzione al meglio. 

Alcune condizioni o patologie possono alterare questo ciclo di rimodellamento e rendere l’attività di distruzione ossea più consistente di quanto non sia quella di ricostruzione, è così che le ossa perdono massa e si indeboliscono. 

I soggetti che soffrono di osteoporosi hanno quindi ossa poco dense ed un’alta probabilità di fratturarsi. 

E l’osteoporosi primaria?

L’osteoporosi primaria è così definita in quanto la forma più diffusa della patologia.
In particolare, si distingue tra osteoporosi primaria e secondaria per identificare la differente origine della fragilità ossea, ossia a quale causa è legata.

L’osteoporosi primaria rappresenta il 95% dei casi ed è legata a due principali cause:

  • post-menopausa: l’osteoporosi primaria postmenopausale (di tipo I) colpisce per l’appunto le donne in post-menopausa. Con la menopausa si riduce fino ad arrestarsi la produzione di estrogeni, importanti ormoni responsabili tra le tante cose di diversi meccanismi legati al metabolismo osseo. La mancanza degli estrogeni influisce negativamente su: conversione della vitamina D e assorbimento intestinale di calcio, sintesi di calcitonina e riassorbimento renale di calcio. Per questo motivo moltissime donne in post menopausa si ritrovano a dover affrontare la fragilità ossea. 
osteoporosi primaria post-menopausa
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osteoporosi primaria invecchiamento
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  • invecchiamento: l’osteoporosi senile (di tipo II) colpisce in generale persone dopo i 70 anni. Con l’avanzare dell’età, la distruzione di tessuto osseo si fa più veloce della ricostruzione per questo vi è una naturale perdita di densità ossea, che se eccessiva diventa appunto patologica. Ciò accade con maggiore probabilità quando in giovane età non sono state seguite buone abitudini alimentari e di movimento e non si è pertanto accumulata abbastanza massa ossea da creare una riserva sufficiente. 

L’osteoporosi secondaria corrisponde invece alla restante percentuale di casi (5%) ed è la forma di osteoporosi legata ad altre patologie come disturbi alimentari o malattie che influiscono sui livelli ormonali. 

Leggi l’articolo per tutto ciò che c’è da sapere sull’osteoporosi secondaria.

I fattori di rischio della patologia

Non bisogna dimenticare che ci sono molteplici fattori a cui prestare attenzione in quanto in grado di influire sull’insorgere della patologia.
Innanzitutto è importante distinguere tra gli elementi su cui si può intervenire e quelli in merito ai quali non si può invece fare nulla. Quali sono questi fattori?

Non dipendono da me:

  • sesso: le donne sono più soggette a fragilità ossea.
  • età: l’età avanzata rappresenta un terreno fertile per l’insorgere della patologia, soprattutto se nel corso degli anni non si è accumulata sufficiente massa ossea.
  • storia familiare: altri casi in famiglia di osteoporosi possono avere influenza e aumentare la probabilità di ammalarsi di osteoporosi.

Dipendono da me:

  • sedentarietà: la mancanza di attività fisica toglie alle ossa lo stimolo meccanico di cui necessitano.
  • alimentazione scorretta: non introdurre i nutrienti necessari nelle giuste quantità, impedisce alle ossa di mantenersi sane.

Come viene diagnosticata l’osteoporosi?

L’osteoporosi può essere una patologia difficile da individuare precocemente a causa dell’assenza di specifici sintomi, in particolare nella sua fase iniziale.
Essa è infatti anche conosciuta come “malattia silente” proprio perché la perdita di densità ossea che provoca non causa dolori.
Nella maggior parte dei casi l’osteoporosi viene scoperta in seguito ad frattura sospettosa: un banale colpo di tosse, un gesto di vita quotidiana che provoca una brutta rottura.

Emerge quindi il sospetto che qualcosa non vada… ed arriva la diagnosi di osteoporosi.

La fragilità ossea può essere diagnosticata con un esame radiografico specifico che attesti la demineralizzazione a livello osseo.
Si tratta di esami non invasivi che rilevano lo stato della densità e, nel confronto con valori prestabiliti, restituiscono una diagnosi della condizione ossea.

L’esame ad hoc per rilevare il livello di densità ossea è la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) che, grazie ad una scansione dell’osso con infime dosi di radiazione, evidenzia l’eventuale basso livello minerale e categorizza lo scheletro del paziente in:

  • normale: con T-score superiore o uguale a -1
  • osteopenia: con T-score tra -1 e -2,5
  • osteoporosi: con T-score inferiore a -2,5
  • osteoporosi severa: con T-score inferiore a -2,5 con frattura

Qui sotto puoi vedere come si presenta il referto di una MOC.

MOC Donatella
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Vuoi saperne di più? Ecco per te una guida completa sulla MOC.

Quali sono i trattamenti per la fragilità ossea?

La diagnosi tardiva di osteoporosi è uno dei più grandi problemi per il paziente che ne soffre.
Dato il suo sviluppo silente e la poca informazione per intervenire preventivamente, spesso il soggetto si ritrova a dover affrontare una situazione già avanzata di demineralizzazione ossea.

Quando si riscontra osteoporosi, lo specialista prescrive generalmente una terapia farmacologica per rallentare la perdita di massa ossea.
I farmaci usati per contrastare l’osteoporosi sono diversi e con funzioni differenti (leggi l’articolo completo per saperne di più)

L’assunzione dei farmaci è comunque una soluzione più invasiva che si preferisce solitamente intraprendere quando la condizione ossea è piuttosto compromessa.

Ci sono altri importanti elementi su cui si può e si deve intervenire:

  • alimentazione: è fondamentale, sia in forma preventiva che terapeutica, nutrirsi in modo corretto ed equilibrato. Ossa ammalate sono ossa carenti di sostanze nutritive e senza nutrienti gli osteoblasti non riescono a ricostruire correttamente il tessuto. In particolare, emerge spesso che i soggetti affetti da osteoporosi siano carenti dal punto di vista del calcio, la vitamina D e le proteine.
  • attività fisica: le ossa hanno bisogno dello stimolo del movimento. Fare attività fisica regolarmente (senza necessità di grossi sforzi) favorisce l’aumento della massa ossea e stimola la ricostruzione di nuovo tessuto. La sedentarietà porta le ossa ad “invecchiare” prima del previsto.

Altre soluzioni efficaci per stimolare l’osso malato:

  • integratori: alle ossa porose manca densità e la sola alimentazione spesso non riesce a sopperire alla mancanza che si è creata. In questo caso ci vengono in soccorso gli integratori, ma quali integratori? Ogni caso va valutato singolarmente, se gli esami evidenziano una carenza di calcio e vitamina D compensare con degli integratori è molto importante. Un’altra sostanza importante da introdurre per favorire la rigenerazione ossea e l’aumento della densità è il collagene, principale costituente delle nostre ossa.
  • magnetoterapia: la terapia a base di onde elettromagnetiche ha dimostrato avere buoni risultati sia nel limitare dolori associati a fratture che nella stimolazione locale della rigenerazione ossea. Soprattutto quindi nei casi di frattura da osteoporosi, la magnetoterapia aiuta l’osso a risanarsi e recuperare la rottura.
    → Puoi trovare molte informazioni qui.

Soffri di osteoporosi? Conosci i motivi che l’hanno provocata? Raccontami la tua esperienza nei commenti!

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