L’osteoporosi è conosciuta come una malattia cronica dell’apparato scheletrico… ma sapevi che ne esiste una forma transitoria
Seppur rara, l’osteoporosi transitoria può colpire particolari soggetti e rendere specifiche zone del loro scheletro fragili per un periodo di tempo più o meno esteso. 

Vediamo in questo articolo cos’è l’osteoporosi transitoria, come si presenta, quali sono le cause scatenanti e come va trattata

osteoporosi transitoria cos'è

L’osteoporosi transitoria è una forma temporanea di fragilità ossea localizzata. Si tratta di una malattia che permane generalmente tra i 6 e i 12 mesi (nei casi più gravi anche 3 anni), per poi rientrare spontaneamente.
Può interessare diverse articolazioni e provocare riassorbimento osseo tale da rendere la zona colpita debole e poco resistente. 

A differenza della più nota osteoporosi, questa forma transitoria provoca dolore ed è generalmente associata ad edema locale.
Mentre la comune osteoporosi non presenta sintomi specifici e non rende nota la propria presenza se non a seguito di fratture sospettose, in questo caso la patologia viene scoperta proprio per i sintomi che presenta: dolore localizzato che aumenta generalmente all’aumento del carico, edema locale limitazione del movimento.

I soggetti più colpiti da questa forma di perdita di densità ossea sono uomini di mezza età, tra i 30 e i 60 anni, e le donne negli ultimi mesi della gravidanza o in seguito al parto.

Le zone più colpite sono l’anca, il piede, la caviglia e il polso.

Osteoporosi transitoria dell’anca

L’osteoporosi transitoria dell’anca è la forma più diffusa di questa patologia.
In questo caso è la testa del femore ad indebolirsi e perdere densità e il dolore viene avvertito dal paziente a livello dell’anca, dell’inguine e nella parte anteriore della coscia

I sintomi sono di solito particolarmente accentuati nei primi 2 mesi. Il dolore si fa più forte in caso di carico, tanto da causare zoppia nei pazienti più gravi, e diminuisce invece in fase di riposo. 

Generalmente questi sintomi rientrano dopo i primi mesi, fino a regressione completa della patologia nell’arco di al massimo 24 mesi. La durata media dell’osteoporosi transitoria dell’anca si attesta sui 6 mesi e non è di solito collegabile ad un precedente trauma. 

Le cause della patologia

L’eziologia di questa patologia è ancora poco compresa, non sono infatti noti con chiarezza i meccanismi che portano all’insorgere dell’osteoporosi transitoria.

Gli specialisti non hanno attualmente identificato delle cause specifiche ma si pensa che le più verosimili possano essere:

  • cambiamenti a livello ormonale
  • sollecitazioni anomale sull’osso
  • ostruzione di alcuni piccoli vasi sanguigni adiacenti all’articolazione
osteoporosi transitoria cause

A volte l’osteoporosi transitoria emerge in relazione ad altre patologie come l’algodistrofia.
Algodistrofia e osteoporosi transitoria vengono spesso sovrapposte e considerate la medesima patologia.
La prima è una malattia piuttosto complessa e rara che interessa principalmente le estremità degli arti, ma anche anca o ginocchio, provocando gonfiore, dolore e disfunzione a livello della circolazione. 
È anch’essa una patologia di non facile identificazione e che si manifesta con sintomi aspecifici
Per le problematiche che genera, ad essa si associa spesso una forma di osteoporosi transitoria che rientra con la risoluzione dell’algodistrofia stessa. 

Come viene diagnosticata

Una diagnosi precoce dell’osteoporosi transitoria non è semplice
A causa dell’assenza di sintomi specifici i controlli per arrivare ad una diagnosi certa possono essere diversi. 

Generalmente il paziente contatta il medico per il forte dolore che avverte e lo specialista parte dalla valutazione delle condizioni fisiche: si fa in particolare un test fisico in merito alla reazione del paziente al movimento e al carico applicato. In caso di osteoporosi transitoria il paziente avverte generalmente maggior dolore quando è lui stesso a compiere movimenti “estremi” (soprattutto nel caso dell’anca) e quando si applica un maggiore carico.

diagnosi osteoporosi transitoria

Un sintomo molto comune inoltre è la comparsa associata di edema locale che può fungere da ulteriore indizio.

Successivamente, si consiglia al paziente di effettuare una radiografia o un esame radiografico specifico per rilevare lo stato di mineralizzazione ossea. Il problema in questo caso è che nei primi mesi generalmente la perdita di massa ossea è di lieve entità e non sempre è visibile dalla radiografia.
Una volta passati diversi mesi invece si può notare un calo nella densità particolarmente accentuato e nel caso dell’osteoporosi transitoria dell’anca si può vedere addirittura la quasi “scomparsa” della testa del femore.
Per evitare di arrivare ad uno stadio avanzato della patologia, il medico può consigliare di eseguire una risonanza magnetica che può evidenziare in modo migliore già ai primi stadi la demineralizzazione ossea.

→ Per saperne di più sulla risonanza magnetica visita la pagina: https://www.humanitas.it/visite-ed-esami/risonanza-magnetica/

Trattamento dell’osteoporosi transitoria

Dal momento che l’osteoporosi transitoria rientra da sola, generalmente il trattamento si concentra sulla riduzione del dolore tramite l’assunzione di farmaci antinfiammatori. 

Altre soluzioni per ridurre l’entità del dolore possono essere l’uso di ausili che limitano il carico come le stampelle e la magnetoterapia. L’energia elettromagnetica, oltre a produrre un’azione antinfiammatoria, stimola la rigenerazione ossea a livello locale

In alcuni casi, una volta attenuato il dolore, lo specialista può consigliare di fare fisioterapia per mantenere la muscolatura a sostegno dell’articolazione.

Trascurare la salute dell’osso non è comunque consigliabile per evitare l’eccessivo aggravarsi della condizione con conseguenze talvolta permanenti.
Per aiutare l’osso in questo caso ci sono due soluzioni utili: 

  • alimentazione sana ed equilibrata: curare l’alimentazione è fondamentale per mantenere in salute le ossa. È importante introdurre nella giusta quantità i nutrienti di cui le ossa hanno bisogno: calcio, vitamina D e proteine per rimpolpare la matrice vivente dell’osso.

Per approfondire: leggi l’articolo completo sull’alimentazione per osteoporosi.

  • assunzione di collagene: il collagene è la sostanza che compone l’80% delle ossa e dà vigore alla trama vivente ossea sulla quale si depositano i cristalli di calcio. Dal momento che a partire dai 30 anni non lo produciamo più, introdurlo con un integratore è la soluzione più efficace per favorire la naturale rigenerazione ossea. 

Vuoi sapere di più sul collagene? Vai alla pagina.

Conoscevi già questa forma di osteoporosi o qualcuno che ne ha avuto esperienza? Lasciami un commento!