Farmaci per l’osteoporosi: quali sono i trattamenti più diffusi e come agiscono sulle ossa?

“Prendere o non prendere i farmaci per l’osteoporosi? Miglioreranno la mia condizione o mi causeranno altri problemi?”

Si parla molto di farmaci e di confronto tra benefici ed effetti collaterali che essi causano. È questo rapporto infatti ciò su cui si decide l’efficacia e sicurezza di un farmaco.

Conoscendo i possibili effetti collaterali, ci si ritrova a chiedersi se si è disposti ad affrontarli nella volontà di combattere la patologia.
Accade infatti che nel trattamento di una patologia si assumano farmaci che vanno ad alterare altre funzioni dell’organismo e a compromettere la condizione di altre strutture corporee.

L’osteoporosi è una malattia degenerativa dell’apparato scheletrico che viene curata tradizionalmente con l’assunzione di farmaci in grado di intervenire a livello del metabolismo osseo ai fini di rallentare il decorso della malattia.

Essendo l’osteoporosi una malattia multifattoriale, i farmaci utilizzati per trattarla sono diversi e con funzioni differenti.
In questo articolo faremo una panoramica dei farmaci presenti in commercio e dei loro effetti sul metabolismo osseo e sull’organismo in generale.

L’osteoporosi, anche conosciuta come “malattia delle ossa fragili”, è una patologia degenerativa che provoca la perdita di massa ossea ed indebolisce lo scheletro tanto da esporlo costantemente al rischio di frattura. 

In presenza di osteoporosi, la struttura a nido d’ape della matrice ossea si allarga: i fori estesi rendono l’osso poco denso e per questo fragile ed incapace di resistere ad urti ed impatti anche di lieve entità.
Un soggetto affetto da osteoporosi deve porre particolare attenzione a movimenti e piccoli gesti di vita quotidiana in grado di sottoporre le ossa ad eccessivo stress per evitare di arrivare alla più pericolosa conseguenza dell’osteoporosi: la frattura

osteoporosi fratture

Questa patologia dell’apparato scheletrico emerge a causa di diversi motivi e colpisce in particolare le donne in post-menopausa e le persone dopo i 70 anni in generale.
Il 95% dei casi di osteoporosi è di tipo primario, ossia dovuta a condizioni “naturali” quali invecchiamento e menopausa.
Negli altri casi l’osteoporosi emerge come causa secondaria di altre patologie. 

Le ossa sono costantemente sottoposte ad un ciclo di rimodellamento grazie al quale gli osteoclasti demoliscono il vecchio tessuto e gli osteoblasti creano quello nuovo permettendo alle ossa di rigenerarsi e quando tale ciclo viene alterato le ossa si ammalano.
Nel caso dell’osteoporosi, viene a mancare l’equilibrio tra l’attività di distruzione del tessuto osseo e quella di ricostruzione di nuova materia e si distrugge molto più tessuto di quanto se ne costruisca, provocando una perdita di massa ossea.

Farmaci per l’osteoporosi: tipologie

L’osteoporosi può essere diagnosticata grazie ad uno specifico esame radiologico che evidenzia lo stato della densità ossea, la MOC.
Grazie al confronto con un osso sano, vengono restituiti dei valori che permettono di valutare la gravità della condizione del paziente.

Quando la densità ossea non è così compromessa (osteopenia), di solito si preferisce intervenire con una terapia meno invasiva a base di integratori, alimentazione corretta e movimento.
Lo stile di vita è infatti importantissimo per la salute ossea e, se scorretto, è in grado di portare le ossa ad ammalarsi. 

farmaci per l'osteoporosi tipologie

Quando però le ossa risultano deboli (osteoporosi), le linee guida prevedono la prescrizione di appositi farmaci con l’obiettivo di rallentare il decorso della malattia e far recuperare densità all’osso.
Una delle preoccupazioni principali inoltre è evitare che il paziente arrivi ad un frattura, essendo questa la conseguenza più grave dell’osteoporosi da cui spesso non ci si riesce a riprendere completamente.

Esistono 3 tipi di farmaci contro l’osteoporosi:

  • farmaci anti-riassorbitivi: rallentano il riassorbimento osseo per ridurre la perdita di massa ossea
  • farmaci anabolici: favoriscono la ricostruzione ossea per aumentare la densità
  • farmaci con doppio meccanismo: hanno un doppio effetto di rallentamento della perdita e stimolazione della ricostruzione

Principali farmaci per osteoporosi ed effetti

Di seguito l’elenco dei principali medicamenti usati per trattare l’osteoporosi e dei loro effetti sulle ossa e sulla salute dell’organismo in generale.

bifosfonati

Bifosfonati

I bifosfonati sono i farmaci più diffusi per il trattamento dell’osteoporosi. Si tratta di potenti farmaci anti-riassorbitivi che inibiscono l’attività degli osteoclasti, le cellule addette alla distruzione di tessuto osseo con l’obiettivo di rallentare la perdita di densità.

Ne esistono diverse tipologie e possono essere assunti per via endovenosa, orale o intramuscolare con cadenza settimanale, mensile o annuale. I principali sono

  • alendronato
  • ibandronato
  • acido zolendronico

I bifosfonati hanno la funzione di ridurre l’attività degli osteoclasti per permettere al paziente di recuperare densità ossea.
Il problema di tali farmaci è che, se da un lato rallentano la distruzione di tessuto, dall’altro non favoriscono la rigenerazione pertanto le ossa invecchiano e si “mummificano”.
È per questo che le ossa si fratturano nonostante la terapia, perché sono poco elastiche e resistenti.

Diversi pazienti lamentano inoltre gli effetti collaterali di tali farmaci, tra i più comuni ci sono: 

  • stati febbrili
  • dolori muscolo-scheletrici
  • irritazione gastro-intestinale

Diversi casi hanno dimostrato che l’assunzione prolungata di tali farmaci può portare ad effetti collaterali anche gravi come l’osteonecrosi della mandibola.
Per tale motivo solitamente se ne sospende l’assunzione per un periodo per poi riprendere la terapia.
Una volta terminata l’assunzione l’effetto dei bifosfonati rimane attivo ancora per qualche tempo, per questo nel caso in cui si debbano effettuare interventi odontoiatrici è necessario sospendere la terapia diversi mesi prima.
I dentisti non possono infatti eseguire interventi invasivi ai denti in caso di assunzione di bifosfonati.

Terapia ormonale sostitutiva

La terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni viene utilizzata per trattare l’osteoporosi delle donne in menopausa e ridurre il rischio di frattura. 
L’assunzione di estrogeni si è rivelata efficace nel recupero della densità: tali ormoni, il cui livello si riduce fortemente con la menopausa, hanno infatti un ruolo molto importante per il metabolismo osseo.
Intervengono nella sintesi di calcitonina, consentono il riassorbimento di calcio a livello renale e la conversione della vitamina D. 

terapia ormonale sostitutiva

Questa terapia viene scelta soprattutto per le donne più giovani essendo i suoi effetti collaterali da non sottovalutare: l’assunzione prolungata può causare problemi cardiovascolari e aumentare il rischio di cancro al seno e all’utero.
Per questa ragione solitamente viene prescritta per un breve periodo per poi essere sostituita con altri trattamenti.

SERMs

I modulatori selettivi del recettore degli estrogeni (Selective estrogen receptor modulators) sono farmaci che mimano gli effetti degli estrogeni a livello osseo favorendo l‘aumento della densità, senza però causare problemi al seno e all’utero. 

Essi modulano l’attività di osteoblasti e osteoclasti, favorendo in particolare la riduzione del riassorbimento osseo. 
I principali farmaci di questa categoria sono: 

  • raloxifene
  • bazedoxifene

Denosumab

Si tratta di un anticorpo monoclonale che ha effetto anti-riassorbitivo.
Agisce bloccando l’azione del RANKL, una molecola prodotta dagli osteoblasti per attivare gli osteoclasti. Inibendo tale molecola, il denosumab rallenta l’attività delle cellule distruttive ossee e scoraggia la loro sopravvivenza.

Si somministra due volte l’anno con iniezione sottocutanea e, a differenza dei bisfosfonati, i suoi effetti cessano una volta terminata l’assunzione.

Tutto ciò che c’è da saper sul Denosumab lo trovi qui.

Teriparatide

È il frammento dell’ormone paratiroideo umano e si somministra per favorire l’azione di ricostruzione ossea, si tratta pertanto di un farmaco anabolico. 
Viene utilizzato per trattare donne in post-menopausa ma anche uomini con alto rischio di frattura o che sono stati per diverso tempo in cura con steroidi. 

L’assunzione di tale farmaco è stata limitata a 2 anni, arco temporale al termine del quale si prevede l’avvio di una terapia anti-riassorbitiva per limitare il calo di densità che si presenta una volta interrotta l’assunzione di teriparatide. 

terapia contro l'osteoporosi

L’osteoporosi è una patologia degenerativa che non può essere ignorata: intervenire con una terapia è fondamentale per rallentarla ed evitare di arrivare alla sua più grave conseguenza, le fratture.

I farmaci sono attualmente la soluzione contemplata per la cura della malattia, nonostante le problematiche legate alla necessaria sospensione della terapia e agli effetti collaterali.
Stanno emergendo ciononostante terapie alternative meno invasive.
Per saperne di più visita la pagina: Cure naturali per l’osteoporosi

Ricorda: effettua controlli periodici e rivolgiti ad uno specialista fidato. E non dimenticare che il primo passo per curare è la prevenzione!

Hai esperienza con qualcuno di questi farmaci? Parliamone nei commenti!