Con l’età, si sa, gli acciacchi aumentano e fare controlli periodici diventa sempre più importante.
Il nostro organismo invecchia e così tutte le sue strutture, anche quella portante: lo scheletro.

Le nostre ossa si indeboliscono a partire dai 50 anni perdendo massa a causa di una serie di fattori che favoriscono la distruzione di tessuto osseo eppure non siamo in grado di accorgerci di questa condizione.
È così che si sviluppa l’osteopenia, la condizione di fragilità ossea che fa da preambolo alla più pericolosa osteoporosi.

Nella maggior parte dei casi la fragilità ossea viene scoperta quando è troppo tardi.
Vediamo allora insieme quali sono le cause e i segnali e come potersi proteggere da questa condizione destinata a peggiorare con l’invecchiamento se non trattata.

L’osteopenia è lo step che precede la più grave “malattia delle ossa fragili”, l’osteoporosi.
L’osteoporosi è una malattia sistemica dell’apparato scheletrico che ne compromette microarchitettura e densità.
Si tratta di una patologia che rende le ossa del soggetto tanto fragili da non avere la capacità di resistere ad impatti anche di lieve entità.

Una persona affetta da osteopenia ha ossa più fragili e porose rispetto ad un soggetto sano ma non ancora così deboli da mettere a grave rischio frattura e compromettere la qualità di vita.
Una diagnosi di osteopenia non deve tuttavia lasciare indifferenti essendo tale patologia ossea degenerativa.
Si stima che, a partire all’incirca dai 50-60 anni, le ossa si indeboliscano e perdano mediamente un 2-3% di massa ogni anno.

osso poroso osteopenia

Osteopenia: cause e sintomi

L’apparato scheletrico è la struttura portante del nostro corpo ma con l’avanzare dell’età si indebolisce naturalmente. 
Le ossa vivono infatti un loro ciclo vitale: crescono e raggiungono il loro picco di massa ossea fino ai 25-30 anni, mantengono la loro consistenza nell’età adulta per poi cominciare ad invecchiare e perdere massa dai 50-60 anni circa. 

Generalmente la sola naturale perdita di massa ossea non determina osteoporosi, vi sono altri fattori che influiscono sul metabolismo osseo e provocano l’insorgere della patologia.
Uno stile di vita poco sano può mettere in pericolo la salute delle ossa: sedentarietà, alimentazione scorretta, eccesso di fumo e alcolici possono portare ad osteopenia.

Ma non solo lo stile di vita, vi sono altre cause di fragilità ossea. Di seguito riportiamo le principali: 

  • menopausa
  • disturbi dell’alimentazione e dieta carente 
  • gravidanza e allattamento
  • patologie 
  • assunzione di farmaci come cortisonici e anticonvulsivanti
osteopenia cause

Essendo l’osteopenia (e così l’osteoporosi) una patologia multifattoriale è spesso difficile individuare con certezza ciò che l’ha causata ed è anzi nella maggior parte dei casi l’insieme di più condizioni a provocarla. 

Individuare l’osteopenia non è semplice: la perdita di massa ossea infatti non provoca dolore e la maggioranza delle persone si accorge di avere ossa deboli per caso, o in occasione di altre visite o a causa di dolori sospettosi causati da fratture di cui magari non ci si era nemmeno resi conto. 
L’osteopenia, così come l’osteoporosi, è una patologia silente che degrada il tessuto osseo senza dare segnali della propria presenza e per questo motivo spesso la diagnosi arriva in ritardo. 

Come diagnosticare l’osteopenia

Data l’assenza di sintomi specifici, la diagnosi di osteopenia può avvenire solo in seguito ad un esame radiografico specifico in grado di indagare la condizione ossea.

L’esame per eccellenza è la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) che restituisce un’immagine radiografica ed un set di valori numerici che evidenziano il livello di densità ossea.
La tecnica più sicura ed affidabile per eseguire questo esame è la DEXA, una metodologia che utilizza una bassa dose di raggi X e che permette quindi la ripetizione dell’esame anche dopo 6-8 mesi.

Come interpretare i valori riportati nel referto? Quali indicano osteopenia?

esame MOC

Il principale valore a cui prestare attenzione è il T-score: si tratta di un numero indicativo della densità ossea in rapporto ad un soggetto sano di 25-30 anni.

Un T-score tra -1 e -2,5 indica osteopenia. Quest’ultimo valore è il limite oltre il quale si parla comincia a parlare di osteoporosi e di rischio frattura.

Non meno importante è il BMD (Bone Mass Density) che indica la quantità di massa ossea presente in un centimetro cubo.
Mentre il T-score viene calcolato in rapporto ad una campionatura e per questo può essere più variabile (anche da struttura a struttura), il BMD dà un’idea reale di quanto denso è il proprio osso.

Cosa fare in caso di osteopenia

osteopenia trattamento cosa fare

L’osteopenia è il livello di fragilità ossea che precede l’osteoporosi e, trattandosi di una patologia degenerativa, quest’ultima è la condizione inevitabile a cui si è destinati se non si interviene con una terapia efficace.

Essendo il rischio di frattura ancora contenuto, spesso si preferisce non intervenire con misure troppo invasive come i farmaci che in molti casi, anche se permettono di recuperare un po’ di densità, non riescono a ridurre significativamente il pericolo di fratturarsi poiché “mummificano” le ossa.

I capisaldi di una terapia per trattare l’osteopenia sono:

  • alimentazione: le sostanze che introduciamo con la dieta sono fondamentali per la salute ossea. Un’alimentazione bilanciata e che garantisce il giusto apporto di proteine, calcio e vitamine aiuta il corretto metabolismo osseo e la rigenerazione dei tessuti. In particolare, è importante fare attenzione ad introdurre la giusta quantità di proteine, spesso carenti in chi soffre di osteopenia e osteoporosi: il fabbisogno proteico giornaliero corrisponde a circa 1,2 gr per kg di peso corporeo.
  • attività fisica: il movimento aiuta l’apparato muscolo-scheletrico a mantenersi forte. Fare attività fisica, in particolare quegli esercizi che sottopongono le ossa allo stimolo della gravità, favorisce l’aumento della massa ossea e la rigenerazione dei tessuti. Fare 30-40 minuti di movimento per 3-4 volte la settimana è una terapia ottima contro la fragilità ossea.
  • integratori: ossa deboli denotano una carenza di nutrienti e spesso la sola dieta non permette di integrare quantità sufficienti da compensare tale carenza, per questo motivo una terapia contro l’osteopenia prevede in molti casi l’uso di integratori. Nello specifico integrare la vitamina D, il calcio e il collagene (proteina che costituisce più dell’80% delle ossa) aiuta a recuperare densità ossea.

Soffri di osteoporosi o osteopenia? Qual è il tuo T-score? Quale trattamento segui?
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