Spedizione gratuita sopra i 63€

L’unico collagene con assistenza medica inclusa

a
Logo
Erica

Osteopenia: sono ancora in tempo?

Lug 23, 2021 | Osteoporosi 360° | 6 commenti

“Ho scoperto di avere l’osteopenia, cosa devo fare? Quanto sono fragili le mie ossa? Mi devo preoccupare?” 

La diagnosi di una patologia porta con sé tantissime domande e la necessità di risposte. In particolare quando si tratta di malattie di cui non si parla molto, come nel caso dell’osteopenia

Se hai scoperto di avere l’osteopenia probabilmente ti senti destabilizzato e ti chiedi che cosa puoi e devi fare per rallentare la patologia prima che arrivi al suo stadio più avanzato: l’osteoporosi.

Sono ancora in tempo? Certo che sì.
Nonostante si tratti di una patologia degenerativa, vi sono persone mantengono sotto controllo l’osteopenia e non peggiorano continuando a vivere la propria quotidianità.
Lo stile di vita fa una grande differenza nella direzione che la patologia può prendere: il modo in cui affronti la malattia cambia le cose.

In questo articolo puoi trovare una panoramica sull’osteopenia, le sue cause, i suoi sintomi e la diagnosi.
Se sei già informato al riguardo, puoi andare direttamente ai consigli per il trattamento.

Osteopenia a 360°

Che cos’è l’osteopenia? Cosa la provoca? Ha dei sintomi specifici?
Tutto ciò che devi sapere su questa patologia.

Cos’è l’osteopenia

L’osteopenia è lo step che precede la più grave “malattia delle ossa fragili”, l’osteoporosi.
L’osteoporosi è una malattia sistemica dell’apparato scheletrico che ne compromette microarchitettura e densità.
Si tratta di una patologia che rende le ossa del soggetto tanto fragili da non avere la capacità di resistere ad impatti anche di lieve entità.

Una persona affetta da osteopenia ha ossa più fragili e porose rispetto ad un soggetto sano ma non ancora così deboli da mettere a grave rischio frattura e compromettere la qualità di vita.
Una diagnosi di osteopenia non deve tuttavia lasciare indifferenti essendo tale patologia ossea degenerativa.
Si stima che, a partire all’incirca dai 50-60 anni, le ossa si indeboliscano e perdano mediamente un 2-3% di massa ogni anno.

osteopenia osso poroso
  • https://www.facebook.com/neogela
  • gmail

Osteopenia: cause e sintomi

L’apparato scheletrico è la struttura portante del nostro corpo ma con l’avanzare dell’età si indebolisce naturalmente. 
Le ossa vivono infatti un loro ciclo vitale: crescono e raggiungono il loro picco di massa ossea fino ai 25-30 anni, mantengono la loro consistenza nell’età adulta per poi cominciare ad invecchiare e perdere massa dai 50-60 anni circa. 

Generalmente la sola naturale perdita di massa ossea non determina osteoporosi, vi sono altri fattori che influiscono sul metabolismo osseo e provocano l’insorgere della patologia.
Uno stile di vita poco sano può mettere in pericolo la salute delle ossa: sedentarietà, alimentazione scorretta, eccesso di fumo e alcolici possono portare ad osteopenia.

Ma non solo lo stile di vita, vi sono altre cause di fragilità ossea. Di seguito riportiamo le principali: 

  • menopausa
  • disturbi dell’alimentazione e dieta carente 
  • gravidanza e allattamento
  • patologie 
  • assunzione di farmaci come cortisonici e anticonvulsivanti
osteopenia cause
  • https://www.facebook.com/neogela
  • gmail

Essendo l’osteopenia (e così l’osteoporosi) una patologia multifattoriale è spesso difficile individuare con certezza ciò che l’ha causata ed è anzi nella maggior parte dei casi l’insieme di più condizioni a provocarla. 

Individuare l’osteopenia non è semplice: la perdita di massa ossea infatti non provoca dolore e la maggioranza delle persone si accorge di avere ossa deboli per caso, o in occasione di altre visite o a causa di dolori sospettosi causati da fratture di cui magari non ci si era nemmeno resi conto. 
L’osteopenia, così come l’osteoporosi, è una patologia silente che degrada il tessuto osseo senza dare segnali della propria presenza e per questo motivo spesso la diagnosi arriva in ritardo. 

Come diagnosticare l’osteopenia

Data l’assenza di sintomi specifici, la diagnosi di osteopenia può avvenire solo in seguito ad un esame radiografico specifico in grado di indagare la condizione ossea.

L’esame per eccellenza è la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) che restituisce un’immagine radiografica ed un set di valori numerici che evidenziano il livello di densità ossea.
La tecnica più sicura ed affidabile per eseguire questo esame è la DEXA, una metodologia che utilizza una bassa dose di raggi X e che permette quindi la ripetizione dell’esame anche dopo 6-8 mesi.

Come interpretare i valori riportati nel referto? Quali indicano osteopenia?

esame MOC
  • https://www.facebook.com/neogela
  • gmail

Il principale valore a cui prestare attenzione è il T-score: si tratta di un numero indicativo della densità ossea in rapporto ad un soggetto sano di 25-30 anni.

Un T-score tra -1 e -2,5 indica osteopenia. Quest’ultimo valore è il limite oltre il quale si parla comincia a parlare di osteoporosi e di rischio frattura. 
È necessario comunque specificare che l’essere in osteopenia non impedisce di fratturarsi. Oltre alla densità ossea infatti è molto importante l’elasticità, quella proprietà che permette all’osso di resistere agli urti. Un osso può essere denso ma poco elastico e per questo è possibile fratturarsi anche in osteopenia.

Non meno importante è il BMD (Bone Mass Density) che indica la quantità di massa ossea presente in un centimetro cubo.
Mentre il T-score viene calcolato in rapporto ad una campionatura e per questo può essere più variabile (anche da struttura a struttura), il BMD dà un’idea reale di quanto denso è il proprio osso.

Cosa fare in caso di osteopenia

osteopenia trattamento cosa fare
  • https://www.facebook.com/neogela
  • gmail

L’osteopenia è il livello di fragilità ossea che precede l’osteoporosi e, trattandosi di una patologia degenerativa, quest’ultima è la condizione inevitabile a cui si è destinati se non si interviene con una terapia efficace.

Essendo il rischio di frattura ancora contenuto, spesso si preferisce non intervenire con misure troppo invasive come i farmaci che in molti casi, anche se permettono di recuperare un po’ di densità, non riescono a ridurre significativamente il pericolo di fratturarsi poiché “mummificano” le ossa.

Quindi cosa devo fare concretamente?

Primo consiglio: non ignorare il problema solo perché si tratta di una forma più leggera di fragilità ossea. Il momento per intervenire è proprio questo: prima che la condizione di salute ossea peggiori e recuperare diventi ancora più difficile.

Ed ora 3 capisaldi di una terapia per trattare l’osteopenia.

Alimentati in modo equilibrato

Le sostanze che introduciamo con la dieta sono fondamentali per la salute ossea.
Un’alimentazione bilanciata e che garantisce il giusto apporto di proteine, calcio e vitamine aiuta il corretto metabolismo osseo e la rigenerazione dei tessuti.
In particolare, è importante fare attenzione ad introdurre la giusta quantità di proteine, spesso carenti in chi soffre di osteopenia e osteoporosi: il fabbisogno proteico giornaliero corrisponde a circa 1/1,2 gr per kg di peso corporeo.
Ad esempio, ad un peso di 65 kg corrisponde un fabbisogno giornaliero tra 65 e 78 gr di proteine.

Ogni persona, in base alle proprie caratteristiche ed abitudini avrà delle necessità differenti per questo una valutazione nutrizionale personalizzata è utilissima per sapere di cosa ha bisogno l’organismo. 

Per approfondire leggi l’articolo completo: “Osteoporosi alimentazione: 5 regole d’oro”

Stimola la rigenerazione ossea con il movimento

Il movimento aiuta l’apparato muscolo-scheletrico a mantenersi forte.
Fare attività fisica favorisce l’aumento della massa ossea e la rigenerazione dei tessuti. Fare 30-40 minuti di movimento per 3-4 volte la settimana è una terapia ottima contro la fragilità ossea.

Ma quale attività fisica?
Ci sono 3 principali tipi di attività che sono utili in questi casi: attività di tipo aerobico come camminare e fare yoga leggera, esercizi di resistenza con pesi o elastici ed esercizi per l’equilibrio.

Vuoi qualche suggerimento sull’attività fisica per l’osteoporosi? Vai all’articolo: “Attività fisica e osteoporosi: 3 esercizi per combatterla”

Integra le sostanze carenti

Ossa deboli denotano una carenza di nutrienti e spesso la sola dieta non permette di integrare quantità sufficienti da compensare tale carenza, per questo motivo una terapia contro l’osteopenia prevede in molti casi l’uso di integratori.

Prima di tutto è importante consultare il proprio medico e leggere le analisi per capire se ci sono le carenze, dove sono e come intervenire.
Oltre alle vitamine e ai sali, una sostanza importante da integrare è il collagene: le ossa sono composte all’80% da collagene, la proteina che rende i tessuti resistenti ed elastici. A partire dai 30 anni la produzione di questa sostanza rallenta fino ad arrestarsi e per questo i tessuti connettivi cominciano a perdere vigore. Un integratore favorisce il benessere della matrice vivente ossea con conseguenze positive anche sulla corretta mineralizzazione ossea. 

Soffri di osteoporosi o osteopenia? Qual è il tuo T-score? Quale trattamento segui?
Rispondimi nei commenti!

6 Commenti

  1. Rosalba Canale

    ho 74 anni, mi è stata rilevata con la moc osteopenia con t-score 2,2.
    quale terapia è consigliata? attualmente sto assumendo vitaminaD tredemin 10.000 40 gocce 1 volta alla settimana

    Rispondi
    • Erica

      Buongiorno Rosalba, la vitamina D è la terapia base che viene solitamente prescritta tuttavia va abbinata ad altre soluzioni per ottenere una vera efficacia contro l’osteopenia.
      Da tanti anni consigliamo il collagene perché efficace nel favorire la rigenerazione del tessuto osseo supportando densità ed elasticità ossea. In caso di osteopenia 5 g al giorno di collagene stimolano la naturale rigenerazione delle ossa.
      Inoltre si consiglia di controllare i livelli di calcio e verificare se è necessaria un’integrazione.

      Se desidera può contattarci telefonicamente ci trova dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16 al 329 8115677.

      Erica Team Neogela

      Rispondi
    • Laurella

      Buonasera,. sono una paziente monorene chirurgico da 3 anni per neoplasia a cellule chiare, con alimentazione di 25 proteine animali e 21 proteine vegetali al giorno, altezza 1.55 per 57.5 kg, nella moc è stata riscontrata osteopenia bmd a colonna ap L1-L4 è 0,935g/cm2 con un t-score di – 2,0.Tbs colonna lombare 1.333. Come posso migliorare la situazione? Può essere utile del collagene e come prenderlo essendo monorene? Grazie dell’ aiuto e dei consigli. Cordiali saluti

      Rispondi
      • Erica

        Buongiorno Laurella,
        Per la nostra esperienza posso dirle che abbiamo diversi pazienti con problematiche renali che assumono il nostro collagene Neogela anche ad alti dosaggi senza controindicazioni e con effetti positivi sul tessuto osseo. Il collagene è efficace a livello di tessuto osseo poiché stimola la sua rigenerazione quindi aiuta a migliorarne elasticità e densità.
        Se volesse indicazioni più specifiche per il suo caso, può scrivere anche al nostro indirizzo medico medical@neogela.com e ricevere risposta dal nostro medico referente.

        Resto a disposizione per qualsiasi necessità,
        Erica Team Neogela

        Rispondi
  2. Qu

    ho fatto la Moc e questo equesto è il risultato. l ortopedico mi ha prescritto Diserinal Artoclin soffro di WHO osteopenia

    Rispondi
    • Erica

      Buongiorno,
      Il prodotto che mi ha indicato è un integratore indicato per la funzionalità articolare.
      Per avere un’azione efficace sulle ossa e contrastare l’osteopenia sono necessarie altre soluzioni. Da anni noi utilizziamo il collagene di Neogela, particolarmente efficace per andare a nutrire l’osso dall’interno e agire sull’elasticità e densità ossea. Oltre all’integrazione del collagene, è importante curare l’alimentazione e fare movimento.
      Se volesse parlare con il nostro servizio clienti del suo problema specifico può contattarci al 3298115677 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15.30.

      Resto a disposizione,

      Erica | Neogela

      Rispondi

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *