Il termine PNEI è l’acronimo di Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia con cui si indica una prospettiva olistica ma scientifica dell’uomo, secondo la quale le persone devono essere considerate dal punto di vista clinico nella loro globalità e non come un insieme di parti spezzettate, essendo ormai riconosciuto che non è possibile separare la mente dal corpo, perché esiste una comunicazione bidirezionale tra l’una e l’altro.

Quello che accade nella mente si riflette sul corpo e viceversa, non è pertanto possibile curare una parte del corpo come se fosse isolata da tutto il resto, trascurando la sfera psichica, perché mente e corpo rappresentano un’unità inscindibile.

In passato la medicina tradizionale era più incline di oggi a considerare l’uomo nella sua globalità, poi man mano che si è andata sviluppando sempre di più, ha finito per spezzettarsi in diverse specializzazioni per motivi di opportunità didattica, perdendo di vista l’unitarietà dell’essere umano.

Infatti, già in epoche remote, Platone aveva sostenuto come non fosse possibile curare il corpo senza prendersi cura anche dell’anima e sin dall’Ottocento è nota la relazione tra vita emotiva e salute, tant’è che la tubercolosi si sviluppava in soggetti che avevano vissuto esperienze stressanti, quali lutti e perdite, sia reali che simboliche.

relazione tra vita emotiva e salute

Queste intuizioni erano confluite in un’area di ricerca nota come Psicosomatica, che si era incentrata su 7 patologie (ulcera peptica, asma bronchiale, colite ulcerosa, ipertensione, tireotossicosi, neurodermatite, artrite reumatoide), fino ad arrivare agli anni ‘70 quando Engel ha sviluppato il modello multicausale della malattia somatica, detto modello bio-psico-sociale (in contrapposizione al modello biomedico che riconduceva la malattia ad una alterazione d’organo), secondo il quale la salute dipende dall’interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali, al punto che l’OMS ha recepito questo modello modificando il concetto di salute, non intendendolo più come l’assenza di una malattia o infermità, ma come la massima condizione di benessere fisico, psicologico e sociale.

Lo stress: flagello della società occidentale

lo stress influenza il sistema immunitario

A partire dagli anni ’80 la ricerca scientifica ha condotto studi sulle interazioni tra psiche e sistema immunologico, arrivando alla conclusione che lo stress influenza il sistema immunitario deprimendolo e rendendo la persona vulnerabile al contagio di virus, batteri, allo sviluppo di patologie autoimmuni, cardiovascolari e oncologiche.

Lo stress, infatti, è considerato la causa della stragrande maggioranza delle patologie.
Si stima che le visite mediche negli ambulatori siano causate dallo stress dal 60 al 90%, al punto da essere stato definito dall’OMS un vero flagello della società occidentale.

La ricerca scientifica ha anche dimostrato come il sistema immunitario (influenzato direttamente dallo stress) sia anche collegato al sistema endocrino e nervoso e che tutti questi sistemi dialogano tra di loro utilizzando le stesse parole costituite dalle citochine, dai neurotrasmettitori, dagli ormoni.
Se si verifica una qualsiasi perturbazione in uno di questi sistemi, si ripercuote sugli altri che cercano di adattarsi alla stessa al fine di ripristinare l’omeostasi.

Questo network è influenzato anche dagli stili di vita e dall’alimentazione, modificando i quali è possibile favorire lo stato di benessere psicofisico. Infatti la nostra mente può farci ammalare, ma anche guarire e in ogni persona vi sono capacità di autoguarigione, a condizione però di favorire il benessere globale della persona.

Curare le patologie oggi

È impensabile, alla luce delle scoperte scientifiche, continuare a curare le malattie con il sistema medico tradizionale e riduttivo, che si serve solo di farmaci e interventi chirurgici, trascurando il benessere psicologico degli individui, per tale ragione in diversi ospedali sono stati approntati degli ambulatori o interi reparti di medicina integrata, che non intendono sostituirsi alla medicina tradizionale di stampo biomedico, ma affiancarsi ad essa, in cui si offrono servizi come la psicoterapia, la danzaterapia, lo yoga, la riflessologia, la meditazione ecc…, che promuovono il benessere psicologico.

Perché solo quando l’uomo si ferma, mette a tacere il mondo esterno e comincia a far parlare il mondo interno ritrova la pace, l’equilibro e si riconcilia con sé stesso e il cosmo intero.

L’autrice: Prof.ssa Dott.ssa Caterina Galletta

dottoressa Caterina Galletta

La Prof.ssa Dott.ssa Caterina Galletta è Psicologa Clinica e di Comunità ad orientamento PNEI. 

La Dottoressa si occupa della relazione tra corpo e mente che costituiscono un’unità inscindibile, perché quello che avviene nella mente si ripercuote nel corpo e viceversa.