Esami per osteoporosi: quali sono i migliori per diagnosticarla?
Diagnosticare in tempo l’osteoporosi è fondamentale per arrestarla ed evitare di incorrere in fratture.
Spesso sono proprio queste il campanello d’allarme che spinge ad indagare e ricorrere ad esami ed analisi approfondite: nella maggior parte dei casi infatti si scopre di avere l’osteoporosi solo a danno avvenuto.
Come si dice, il miglior modo per curare è prevenire!
Ma come fare per sapere se si ha l’osteoporosi o si è a rischio?
Per la diagnosi medica ci vengono incontro esami per osteoporosi specifici che vanno ad indagare la condizione ossea.
L’esame per osteoporosi che viene usato maggiormente per diagnosticarla è la densitometria ossea (o MOC).
Tra i valori che questo esame restituisce il t-score e il BMD sono i più significativi in quanto ci indica lo stato di salute delle ossa.
Andiamo allora a vedere di cosa si tratta!
Esami per osteoporosi: che cos’è la MOC
La MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) è l’esame per eccellenza per diagnosticare l’osteoporosi poiché permette di verificare lo stato di mineralizzazione e quindi di densità dell’osso.
E’ un esame che dura poco (circa 5 minuti) e non necessita di preparazioni specifiche: il paziente viene fatto sdraiare sopra un lettino, sotto il quale è presente uno strumento per l’emissione di raggi X collegato a sua volta ad un braccio mobile che scorre lungo il corpo.
Una volta effettuata la scansione della struttura ossea, l’immagine viene inviata al computer per essere analizzata.
La MOC misura la densità delle ossa in un’area dello scheletro determinata a campione: la colonna lombare e il collo del femore.
I risultati della densitometria consistono in valori numerici che restituiscono una diagnosi in riferimento a dei parametri standard.
Che cos’è la dexa
La MOC può essere effettuata con l’utilizzo di varie tecniche, quella al momento più diffusa ed affidabile è la DEXA (Dual X-Ray Absorptiometry).
Si tratta di una tecnica che utilizza una dose molto bassa di raggi X, tanto che può essere ripetuta anche ogni 6/8 mesi e non presenta un pericolo per la salute.
Oltre alla dose di radiazioni decisamente ridotta, la precisione di questa tecnica è di molto superiore rispetto alle altre metodologie.
I valori dell’osteoporosi
Leggere i risultati di un esame medico, e nello specifico di una densitometria, può metterci in difficoltà poiché non conosciamo il significato dei valori riportati nel referto.
Facciamo allora un po’ di chiarezza su quelli che sono i numeri a cui dobbiamo prestare attenzione.
Il t-score
Il T-score è il valore che indica il livello di densità delle ossa rapportato a quello di un soggetto sano dello stesso sesso con un’età di circa 25-30 anni.
I valori significativi sono:
- NORMALE→ minore o uguale a -1
- OSTEOPENIA→ tra -1 e -2,5
- OSTEOPOROSI → maggiore di -2,5
- OSTEOPOROSI SEVERA→ maggiore di -2,5 con frattura
Grazie al T-score possiamo avere un’indicazione chiara relativamente allo stato di salute delle nostre ossa e capire se e quanto dobbiamo intervenire con delle terapie specifiche.
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Dai un’occhiata ai nostri casi studio per vedere i miglioramenti del T-score!
Lo z-score
Lo Z-score è l’indicatore di densità minerale rapportato ad un soggetto di pari età e dello stesso sesso e viene utilizzato per i pazienti più giovani, in particolare le donne in pre-menopausa e gli uomini con età inferiore a 50 anni.
Nel caso dello Z-score, si riscontra l’osteoporosi quando il valore riportato risulta uguale o inferiore a -2.
I valori significativi sono:
- SUPERIORE AL RANGE ATTESO PER ETÀ → maggiore o uguale a +2
- NEL RANGE ATTESO PER ETÀ → tra -2 e +2
- INFERIORE AL RANGE ATTESO PER ETÀ → maggiore o uguale a -2
Il BMD
Un altro importante indicatore per l’osteoporosi è il BMD, dall’inglese Bone Mass Density, che indica il valore della densità ossea.
Questo indicatore permette di valutare la quantità di materia minerale presente in un centimetro quadrato di osso. Grazie al BMD è possibile conoscere la resistenza dell’osso alle fratture ed individuare l’eventuale fragilità ossea.
Qui sotto puoi vedere il risultato di una MOC e i valori di riferimento per la diagnosi dell’osteoporosi.
ulteriori esami per diagnosticare l’osteoporosi: radiografia ed esami del sangue
Oltre alla MOC, esistono altri esami per osteoporosi che possono segnalarne la presenza.
La radiografia è un esame che in genere si effettua per altri motivi, ma che può far emergere sospetti in merito a problematiche legate alla densità ossea.
Se dalla radiografia l’immagine dell’osso risulta più dissolta e meno bianca, si invita infatti il paziente a maggiori approfondimenti per valutare la presenza di osteoporosi.
Con dei semplici esami di laboratorio è possibile monitorare la quantità di calcio nel sangue e nelle urine oppure la carenza di vitamina D, nutrienti fondamentali per la salute dello scheletro.
Sono quindi esami utili per valutare le cause secondarie dell’osteoporosi. In caso di carenza di queste sostanze, è bene fare degli accertamenti che indaghino eventuali problematiche a livello delle ossa.
Un metodo innovativo: il Bes Test
Negli ultimi anni è diventato sempre più importante il valore che la comunità scientifica internazionale attribuisce alla microarchitettura del tessuto scheletrico come fattore che condiziona la resistenza meccanica indipendente dalla massa ossea.
L’ingegnere prof.ssa Francesca Cosmi ha sviluppato un software in grado di quantificare le modificazioni patologiche della microarchitettura ossea e di sintetizzarle.
Il metodo Bes Test è stato brevettato in USA dall’Università di Trieste.
Si tratta di un esame non invasivo che si basa sulla simulazione di carichi applicati su una biopsia virtuale ottenuta da un’immagine radiografica.
L’innovazione sta nel fatto che questo esame non solo ci indica la densità ossea ma anche la qualità elastica dell’osso.
Infatti, a parità di densità entra in gioco l’elasticità. Un ramoscello fino se è verde si può piegare senza spezzarsi, mentre se è secco e poco elastico si romperà al primo urto.
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Mi sento pronto per gli esami!
Gli esami per osteoporosi che possono aiutarci ad identificarne la presenza sono diversi, ma quello che senza dubbio ci indica con maggior precisione lo stato di salute osseo è la densitometria ossea o MOC.
Conoscere la propria condizione è fondamentale per intervenire e prevenire gravi conseguenze come le fratture.
Grazie a queste indicazioni, non avrai più dubbi di fronte agli esami e alla lettura del T-score.
E ricorda… la consapevolezza è il primo passo verso un futuro di benessere!


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