Casi studio 90 giorni

Abbiamo chiesto a chi fosse interessato di provare ad utilizzare in esclusiva Neogela Collagene in una finestra terapeutica di 90 giorni per trattare le loro patologie osteoarticolari, proponendo un esame BESTEST all’inizio e alla fine per la rivalutazione del caso.

Ecco i risultati degli esami prima e dopo 90 giorni

Paziente Gianfranca

Grave invalidità postraumatica gamba dx

Donna di 68 anni

Assunzione Collagene Neogela 20cc (10gr) al giorno

Notevole miglioramento densitometria ossea in pochi mesi

densitometria ossea
densitometria ossea

Paziente VANIA

Ex frattura vertebrale, poi al polso

Donna di 55 anni

Assunzione Collagene Neogela 20cc (10gr) al giorno,
poi 30cc (15gr)

Miglioramento densitometria ossea in pochi mesi

densitometria ossea
densitometria ossea

Paziente LAILA

Osteoporosi, crollo vertebrale da sforzo

Donna di 70 anni

non accetta FARMACI, assume 10cc (5gr) di Collagene Neogela al giorno

Miglioramento densitometria ossea in pochi mesi

densitometria ossea
densitometria ossea

Paziente LUCIANA

Paziente in dialisi permanente per gravissima nefropatia

Donna di 55 anni

Assunzione Collagene Neogela 20cc (10gr) al giorno, poi 30cc (15gr)

Miglioramento densitometria ossea in pochi mesi

densitometria ossea
densitometria ossea
Paziente Gianfranca

Fragilitá osteoarticolare, tiroidite intercorrente

Donna di 78 anni

In seguito ad un episodio di tiroidite intercorrente, SOSPENDEVA integratore di Collagene. Si verifica un peggioramento della densitometria ossea

densitometria ossea
densitometria ossea

Paziente MARA

Fragilitá osteoarticolare, inibitori aromatasi​

Donna di 56 anni

Tumore mammario nel 2016, poi inibitori-aromatasi, assume 10cc (5gr) di Collagene Neogela al giorno

Notevole miglioramento densitometria ossea in pochi mesi

densitometria ossea
densitometria ossea

BESTEST

Bone Elastic Strutture Test

Che cosa è?
L´osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro che provoca alterazioni sia di tipo quantitativo (riduzione della massa ossea) sia qualitativo (alterazione della microarchitettura) con aumento del rischio di frattura. Negli ultimi anni è diventato sempre più importante il valore che la comunità scientifica internazionale attribuisce alla microarchitettura del tessuto scheletrico come fattore che condiziona la resistenza meccanica, indipendente dalla massa ossea.Nel corso delle attività dl ricerca, la prof.ssa Francesca Cosmi ha dimostrato che la quantità di informazioni contenute in particolari radiografie piane è sufficiente per consentire una classificazione della capacità portante della struttura ossea utilizzabile in ambito clinico, a fianco dei metodi già in uso.L’approccio seguito è incentrato sulla simulazione dell’applicazione di carichi di compressione sull’architettura trabecolare in una regione dell’epifisi prossimale delle dita centrali della mano non dominante. Il software sviluppato è in grado di quantificare le possibili modificazioni patologiche della micro-architettura ossea e di sintetizzarle in un indice strutturale (BSI), ricavato dalla risposta elastica della struttura ricostruita. Il metodo è stato brevettato negli USA dall’Università di Trieste.Questo esame fornisce quindi una misura della qualità della architettura ossea e completa il quadro definito dalla densitometria. I valori del BSI non sono statisticamente legati ai risultati della densitometria.
Come si legge?

La valutazione della qualità dell’osso si basa sul confronto del risultato BSI con quello medio di soggetti adulti sani di sesso femminile e di età pari a 25-45 anni (T-score) e/o quello medio di soggetti di pari età e sesso (Z-score).

densitometria ossea
Nota

Un T-score uguale a 0 indica che il soggetto esaminato presenta una qualità ossea uguale a quella media delle persone giovani; un T-score pari o superiore a -1 viene comunque considerato normale. In presenza di un un T-score compreso tra -1 e -2,5 il soggetto presenta una prima riduzione della qualità ossea, che va valutata da uno specialista, il quale eventualmente potrà suggerire nuovi esami e/o un trattamento. Infine, un T-score pari o inferiore a -2,5 indica una riduzione importante della qualità ossea (osteoporosi secondaria, fratture pregresse) e la necessità di cure mediche appropriate. Una volta intrapreso un trattamento, il medico può valutarne l’efficacia sottoponendo il paziente a valutazioni periodiche del BESTEST, che può essere ripetuto anche a distanza dl pochi mesi.

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